Omelette, l’amarcord dell’infanzia

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omelette

Quando il mio compagno di classe alle elementari, Angelo, mi raccontava che il papà gli preparava le omelette al formaggio io rimanevo incantata perché a me mio padre, in extremis, mi metteva due uova bruciate nel piatto.
In realtà non sapevo neanche io cosa fossero queste omelette ma il loro suono mi sembrava così dolce e immaginarmi quel gesto paterno mi faceva sentire carente di qualcosa a cui non sapevo ancora dare un nome.
E’ una premessa strana per raccontare una ricetta ma quello che mi ha spinto a cucinare le omelette è stato proprio quel ricordo, così come mi capita con certi piatti anni ’80 che sono usciti dalle abitudini casalinghe ma che mi coccolano ancora al solo ricordo della mia famiglia riunita intorno al tavolo e della felicità quando nel piatto trovavo qualcosa che mi piaceva molto e che non mi aspettavo.
Così mi sono preparate le omelette, come una carezza che mi sono data da sola, e mi sono piaciute così tanto che le ho subito messe fra i piatti veloci da fare quando si torna a casa, stanchi e con poca voglia ma affamati.
Nella preparazione delle omelette bisogna tenere conto di 2 cose: la parte interna deve rimanere morbida e cremosa e fondersi bene con gli ingredienti che sceglierete per farcirla. A me piace sottile, quindi utilizzo una padella dal diametro di 28 cm ma può andare bene anche una padella da 22 cm solo che il risultato sarà più alto e bisognerà farla cuocere un po’ di più.
La seconda attenzione riguarda il colpo di mano per chiuderla: polso e spatola lavorano all’unisono affinché metà disco combaci con l’altro senza spaccarsi o spappolarsi.
Ci sono tante varianti delle omelette: c’ è chi aggiunge un po’ di latte, altri ancora della panna per mantenere una consistenza cremosa ma io preferisco aggiungere solo un po’ di formaggio grattugiato e un pizzico di sale per dare un pò di sapore in più.
Il ripieno delle omelette è libero: si possono aggiungere avanzi di verdure già cotte come spinaci, bietole o broccoletti oppure prosciutto e formaggio o solo formaggio o ancora sbizzarritevi con la fantasia! C’è anche una versione dolce delle omelette; basta aggiungere un pò di zucchero al composto e farcire con marmellata o frutta fresca o entrambe e poi servire cospargendo di zucchero a velo.

Omelette: la ricetta

Ingredienti per una omelette:
3 uova
un cucchiaino di Parmigiano Reggiano
un pizzico di pepe (se gradito)
un pizzico di sale
una noce di burro qb per cuocere la omelette (in alternativa si può usare olio di oliva)
prezzemolo a piacere (se gradito)

Sbatto le uova insieme a un cucchiaino di Parmigiano, un pizzico di sale e uno di pepe. A me piace aggiungere anche un po’ di prezzemolo sminuzzato.
Sbatto il composto velocemente, in modo da incorporare parecchia aria e ottenere in cottura l’aspetto gonfio spugnoso.
Prendo una noce di burro, la sciolgo in una padella antiaderente e ci verso le uova in maniera omogenea. E’ importante cuocere a fuoco medio, senza fiammate eccessive.
Dopo un paio di minuti la parte a contatto con il fuoco si rapprende, mentre quella interna è ancora morbida e questo è il momento di farcire metà disco con gli alimenti scelti.
Una volta aggiunta la farcitura bisogna chiudere l’omelette con l’altra metà di disco: questo è il passaggio più delicato e io faccio così: inclino un po’ la padella e poi con un colpo veloce e deciso di spatola la chiudo e la faccio scivolare direttamente nel piatto.
Io ho fatto un’omelette con Asiago e prosciutto cotto e l’ho servita con un’insalatina di cicorino misto.
L’omelette si mangia calda, soprattutto se all’interno ci sono formaggi filanti ma è buona anche tiepida. Se si mangia il giorno dopo va conservata in frigorifero e consumata non oltre 2 giorni.

Se ti piacciono le ricette con le uova prova anche le spagnole Huovos rotos e la Shakshuka. Tutte le altre ricette le trovi qui.

omelette
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