C’è un dato di fatto: le trattorie di una volta, spesso locali storici, ormai da tempo stanno cedendo il passo a nuovi format. Non si tratta solo di tendenze ma di un vero passaggio generazionale. A Bologna anche le chiusure fanno notizia e quella, annunciata, della trattoria “Le golosità di Nonna Aurora” per tanti è stata davvero inaspettata. La Bologna del cibo conosce bene questo indirizzo: via Fioravanti 45/b. Dentro, una donna minuta ma dalla grande forza fisica e mentale, cura ogni aspetto delle preparazioni: è Aurora Cavina, 70 anni passati da un po’ ma con il piglio di una ragazzina. Aurora, per tutti “nonna Aurora” ha scritto una bella pagina della storia enogastronomica bolognese da prima che i ristoranti diventassero un trend.
Era poco più di 20 anni fa. Aurora Cavina gestiva da tempo un frequentatissimo chiosco delle crescentine che allietava le belle serate dei bolognesi. Poi, l’occasione di “fare il salto” e aprire una trattoria, nel quartiere della Bolognina molto diverso da oggi: via Fioravanti era già una prima periferia, c’erano ben due centri sociali (prima il Link e poi l’XM24) che sono entrati nella storia della città, e l’alta velocità era solo un progetto.
La trattoria di Nonna Aurora si porta dietro già un po’ di fan del chiosco, poi la clientela cresce con il passaparola e diventa uno dei “posticini” della Bologna che ama ritrovarsi a tavola, fra amici e informalmente. In sala c’è il figlio di Aurora, Max, detto “Dynamite”: una pasta d’uomo, sorridente e bonario, che aggiunge alla buona cucina della mamma l’accoglienza alla bolognese, a tratti goliardica, ma sempre educata e rispettosa.
Il menu? Cestini di crescentine, piatti bolognesi e contorni anni 80 che qui non sono mai usciti dalla carta. Ed è proprio questo che sono venuta a mangiare. Allora via con il bel cestino di crescentine calde e il friggione, che molti forse non conoscono ma che è “il contorno” bolognese per eccellenza: cipolla e pomodoro cucinati insieme in un abbraccio che sa di umami e che si adatta ad accompagnare la pasta come condimento unico, i formaggi, le salsicce alla brace appunto le crescentine. Poi fra i primi tutti i classici petroniani e come non prendere i tortellini in brodo.
Intanto mi guardo intorno e mi accorgo che il ristorante è una cartolina dei tempi belli di una volta e le pareti lo raccontano con i carillon fotografici che ritraggono ospiti celebri che una sera, improvvisamente, hanno varcato la soglia del ristorante: Gianni Morandi, Guccini, Renzo Arbore sono solo alcuni di questi. Quei sorrisi in foto sono molto belli e sono simili a quelli di una simpatica tavolata che festeggia l’addio al celibato, seduta al tavolo difronte al mio: forse la magia di Nonna Aurora è questa, sedersi qui e sentirsi ancora in tempi addietro, più rassicuranti e gioiosi. Ma l’evanescenza delle suggestioni è subito spazzata via dall’arrivo in tavola di una cotoletta alla bolognese, che da quel momento prende tutta la mia attenzione. Anche sulla cotoletta alla bolognese si potrebbe dire tanto: c’ è quella scolastica, quella da alta cucina raffinata, ma l’importante è che sia buona e quella di Nonna Aurora lo è. E alla fine non ci si alza da tavola senza uno dei dolci bolognesi e la scelta è stata una buona zuppa inglese. Si va via sazi nel corpo e nello spirito.
Purtroppo 9 anni fa Max Dynamite è venuto a mancare improvvisamente e, forse, da quel giorno qualcosa è cambiato. Non nel cibo e nell’ospitalità allegramente familiare, ma piuttosto nel cuore: lavorare tutti i giorni senza Max è stato difficile ma ce l’hanno fatta. Vicino ad Aurora sono rimasti Davide e Nicholas e i fidi collaboratori che hanno continuato con lo stesso stile a far trascorrere qualche ora felice. Anche quando a Bologna è arrivato il boom del cibo con decine e decine di nuovi ristoranti, Nonna Aurora è rimasta una pietra miliare della ristorazione bolognese. Poi, inevitabilmente, prima o poi arriva il momento di voltare pagina e Nonna Aurora ha deciso di cambiare, di voler prendere giustamente del tempo per sé. A fine giugno dovrebbe avvenire un passaggio di testimone con una nuova gestione: non ci sono ancora notizie certe ma di sicuro l’attività si cede, così come ha raccontato la stessa Aurora Cavina alla giornalista Benedetta Cucci sul Carlino. Mancherà un pezzo, ma ti si augura davvero tanta serenità.
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