Osteria Lapiazzetta. Una famiglia tiene vivo il Comune più piccolo del Cilento

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Nel Comune più piccolo della provincia di Salerno, una famiglia ha creato un’economia virtuosa

Le esperienze originali, soprattutto in tema di cucina, sono sempre più difficili da scovare, ma poi per fortuna ci sono luoghi come l’osteria “La Piazzetta” della famiglia Coccaro dove il tempo sembra essersi fermato, ma solo all’apparenza.
Siamo a Valle dell’Angelo, il Comune più piccolo della provincia di Salerno con soli 227 residenti ma di fatto 137 abitanti reali. Il contesto è quello di “terra di frontiera” fra Cilento, Vallo di Diano e Alburni: una posizione che potrebbe anche dirsi fortunata se non fosse che questa zona negli anni ha dovuto fare i conti con lo spopolamento delle zone interne e rurali.
Questo è il regno di quella che io chiamo la “paesanità” che fa rima con genuinità (degli alimenti) e semplicità (dello stile di vita). Il paese è molto carino, incorniciato da cime, fra cui il boscoso Monte Ausinito che domina il paesaggio e poco più dietro c’è Il Cervati con i suoi 1899 metri. Questo è l’altro Cilento, quello lontano dal mare e dalle folle turistiche in fila ai caseifici o sdraiate al sole delle spiagge kilometriche.
Questo è l’entroterra e la musica cambia parecchio: qui non arriva Amazon Prime e nel cielo volano le poiane.

Chiesa di San Barbato, Valle dell’Angelo (Sa)

Un progetto turistico fra sogno e realtà

A Valle dell’Angelo la famiglia Coccaro ha già fatto la storia.
A questa famiglia appartengono locali che fin da prima dell’Unità d’Italia sono stati punto nevralgico del paese, dapprima come centralino e poi con molteplici attività che gli avi hanno sempre mantenuto come punto di ritrovo mentre il paesino resisteva alle varie ondate migratorie verso il Nord.
Negli ’80 Angelo Coccaro, per tutti Alì, inizia a immaginare una forma di turismo alternativa: una visione fra sogno e realtà lo spinge a pensare che Valle dell’Angelo poteva raccontare qualcosa soprattutto ai viaggiatori stranieri: trasforma l’ex centralino in un pub, Drago Rosso, e inizia a investire su casette diroccate e terreni messi in vendita dalle famiglie migrate altrove.
Alì accoglie i viaggiatori un pò avventurieri che cercano un Cilento oltre le icone di Paestum e Palinuro e questi restano conquistati da un’autentica vita contadina e cibo semplice e saporito. Proprio il cibo diventa il cuore del progetto e Alì insieme a sua moglie Carmela Bruno decidono di aprire un ristorantino che sviluppasse un’idea di cucina “slow”. Era il 2005 e si inaugurava il ristorante Lapiazzetta (volutamente tutto attaccato, ndr) riconosciuta subito da Slow Food come indirizzo virtuoso con la famosa “Chiocciola”.


Nel creare un’economia familiare sostenibile che consentisse un futuro anche alla progenia, la famiglia Coccaro è diventata inconsapevolmente riferimento e testimonanianza di una vita rurale che resiste e si modella con il passare del tempo, senza snaturarsi.

A raccontarmi con tanto entusiasmo questo stile di vita è Jonatan Coccaro, 33 anni, figlio di Alì e Carmela.

Quanti coetanei hai qui a Valle dell’Angelo?
“Siamo 7 ragazzi del 1992 e viviamo tutti qui. Poi ci sono dei ragazzi del ’93 e del ’94. Qui il 70% della popolazione ha 60 anni; il 10% ha 80-90 anni e il rimanente 30% è la parte “giovane”.

Perché un ragazzodi 33 anni sceglie di rimanere qui?
“Mi ero trasferito in Toscana: ho fatto il corso da sommelier Fisar e sono rimasto lì per 3 anni. Avevo trovato lavoro in un ristorante a Siena vicino Piazza del Campo. Una notte mi chiesi: perché devo vivere nel rumore e poi cercare il silenzio se posso lavorare e vivere nella tranquillità? Così sono tornato. A Valle dell’Angelo mi trovo benissimo perché ho le attività. Le giornate sono ricche. Inoltre, siamo equidistanti da Vallo di Diano (Sala Consilina), Vallo della Lucania e Capaccio Paestum e quando voglio trascorrere una serata libera non c’è problema. A fine estate il lavoro viene ripagato da un viaggio perchè la vita lenta è bella ma bisogna vedere cose nuove e aggiornarsi. Sono appena tornato dalla Grecia”.

Tu e la tua famiglia siete il simbolo di un’ economia virtuosa: ce la racconti?
“Lapiazzetta è il cuore del progetto ma abbiamo un piccolo albergo diffuso con casette nel centro storico e camere ricavate dalle vecchie stalle di campagna. Nel 2016 abbiamo aperto la nostra azienda agricola “Ausòno” dove produciamo gran parte di quello che usiamo al ristorante: legumi, olio, olive, miele. Mio nonno fa i salumi artigianali e quando finiamo i nostri alimenti ci rivolgiamo ad altri compaesani perché qui tutti fanno le cose fatte bene, in piccole quantità. Papà ha aperto una strada e con il tempo anche io e mio cugino Jacopo abbiamo cercato di tenere sempre vivo il paese con gli eventi. Organizziamo “Cucina Clandestina” il 11, 12, 13 agosto. E’ un Festival cilentano dei prodotti e dei piatti tipici, un omaggio alle cucine aperte di un tempo, quando ti affacciavi sull’uscio e ti invitavano a entrare. Il 29 e 30 aprile organizziamo il concerto “VDA”; musica e arte sono vettori importanti per il nostro laboratorio sociale per il Cilento interno che resiste”.

Gli studi pedagogici di Jonatan affiorano nella sua visione di vita rurale, che è tutt’altro che arretrata, anzi si rivela enormemente contemporanea e inclusiva: qui con loro vive anche Raju, un ragazzo indiano arrivato a Valle dell’Angelo nel 2007 e “adottato” dalla famiglia Coccaro e che si è perfettamente integrato nella vita sociale locale.

La cucina “Slow” a Lapiazzetta

Sarete curiosi di sapere cosa si mangia di speciale alla “Piazzetta”.
Innanzitutto il locale è carinissimo, ricavato dalla taverna di un palazzo storico in pietra e con un dehor che affaccia sulla bella chiesa Chiesa di San Barbato, del 1600.
Il menù non è fisso e si basa sulla disponibilità del momento ma se si prenota con anticipo si può anche concordare un menù in base alle proposte di Carmela, che è il cuore pulsante della cucina.
L’antipasto è stato la prefazione di una cucina locale ma fantasiosa e a reale km zero: sformato di fiori di zucca con fonduta di pecorino; calzone sfogliato ripieno di bietole spontanee; ovuli marinati; peperoncino arrostito e polpa di zucca essiccata e reidratata. Immancabile qualche fettina di caciocavallo podolico, fiore all’occhiello delle produzioni locali, e capicollo.

Il primo: Ravioli di ricotta misto capra-pecora irrorati da un sughetto quasi brodoso di funghi porcini e ovuli.
Mentre scatto le consuete foto guardo il piatto: è bellissimo, nulla di già visto, come gli onnipresenti Richard Ginori by Gucci, bellissimi ma ormai caduti nel clichè. Qui si attinge dal “servizio buono” delle nonne, quello che aspettava l’occasione speciale per andare in tavola e la fondina dipinta a mano brilla sotto il sole di una domenica di fine estate. La pasta fresca è un classico del Cilento, ogni paese ne ha una sua tradizione e da queste parti si possono trovare i “parmarieddi”.

Il secondo del giorno è stato uno dei cibi del conforto per eccellenza: una fetta di polpettone con il cuore morbido e una bracioletta alla maniera del Sud, ovvero involtino di fetta di vitello con prezzemolo, aglio, formaggio. Il tutto irrorato da una generosa cucchiaiata di sugo su cui si tuffano delle patatine fritte (da patata fresca). Basterebbe questo piatto per arrivare da queste parti. E naturalmente il contorno, come si usava fino a qualche anno fa nelle tavole familiari: fagiolini e fiori di zucca.
Il dolce ha la base di frolla di una crostata ma con un ripieno di crema di mascarpone: è il TiramiSud!

Poteva sembrare un folle Alì Coccaro quando ha avuto una visione turistica 30 anni fa ma il tempo gli ha dato ragione e adesso che il turismo “slow” è di tendenza quella a Valle dell’Angelo è una delle esperienze più belle da fare nella provincia di Salerno. Se passate da queste parti non perdetevi un’escursione sul Monte Cervati oppure una sosta golosa nella premiata pasticceria agricola di Pietro Macellaro nella vicina Piaggine; e ricordate di comprare un pò di olio extravergine d’oliva perché quello locale è davvero eccezionale.

Osteria La Piazzetta
Piazza Canonico Iannuzzi, 2 Valle dell’Angelo (Sa)

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