Le feste religiose, soprattutto al Sud, sono quel momento che imprime un tocco in più alle vacanze estive; una consuetudine in cui convergono identità, spiritualità e festa pagana: sono quasi paragonabili a riti tribali che rafforzano il senso di appartenenza. Ad Agropoli (Sa), Porta Nord di accesso al Cilento, la celebrazione della SS. Vergine di Costantinopoli, che si festeggia il 24 luglio, è una delle feste più sentite e conosciute ben oltre i confini regionali. Agropoli è anche il mio paese d’origine e questa ricorrenza mi è particolarmente cara ma ho girato tanto tra folklore e tradizioni locali e posso dire, con obiettività, che raramente ho visto una festa così bella come quella agropolese.
Il culto della Madonna di Costantinopoli in Italia
Il culto della Madonna di Costantinopoli fu introdotto nel Sud Italia dai monaci Basiliani, in fuga da Costantinopoli a causa delle persecuzioni iconoclaste avvenute sotto l’Impero di Bisanzio tra l’VIII e il IX secolo (726 – 843). Queste persecuzioni avevano proprio lo scopo di distruggere le immagini sacre per evitare la diffusione dell’idolatria. Fuggiti dall’Impero, i monaci diffusero la venerazione per l’immagine della Madonna con Bambino, generalmente definita “Odigitria” ovvero “Colei che indica la via”. Questa immagine, tradizionalmente attribuita a San Luca, rappresentata la Madonna con il Bambino sul braccio sinistro che a sua volta alza tre dita della mano, in segno di benedizione. Il culto incoraggiò la produzione artistica e furono dipinte tante icone: molte di queste, nel corso dei secoli sono andate perdute e poi misteriosamente ritrovate, dando vita a decine di leggende, che si somigliano tutte: un evento funesto, il ritrovamento del quadro e poi un miracolo. Accadde per la Madonna di Pompei, per la Madonna di San Luca a Bologna o la Madonna della Madia di Monopoli, solo per citare alcuni casi popolari. Anche la leggenda agropolese ricalca questi avvenimenti e si racconta che nel 1535 il feroce corsaro Barbarossa assalì Agropoli in maniera violenta: i fedeli misero al riparo l’immagine della Madonna in una grotta, che la custodì per anni, fin quando non riemerse. Da allora il legame di Agropoli con l’icona venuta dal mare si è fatto indissolubile e il mare stesso è diventato simbolo di quel legame. Si racconta, inoltre, che la Vergine sia apparsa più volte agli agropolesi, in segno di protezione, e che l’ultima apparizione si sia verificata nel 1956, quindi 80 anni fa. Anche se oggi il culto è rappresentato da una statua e non da un quadro, ritroviamo ugualmente la tradizione iconografica bizantina in quanto la Vergine regge il Bambino sul braccio sinistro.
La festa ad Agropoli
Tradizionalmente, la Madonna di Costantinopoli di Agropoli è la Protettrice dei marinai e di chi va per il mare; dall’alto della sua chiesetta, costruita a picco sulla rupe del promontorio che costituì il primo insediamento urbano, la Madonna guarda e protegge tutta la città: una fede che è rimasta intatta attraverso le generazioni, un giorno di gioia condivisa e un senso di appartenenza radicato.
credits: guentalinatv
La festa si sente già nei giorni precedenti perché il tocco delle campane sembra farsi più vivo, la novena serale richiama sul borgo tanti agropolesi e il 24 luglio la celebrazione dura tutto il giorno, fin dalle prime messe celebrate poco dopo l’alba, seguite dalla banda festante che attraversa le vie della città. Nel tardo pomeriggio si entra nel vivo, con la Benedizione e l’inizio della processione con la bellissima statua della Madonna, trasportata dai “portatori“, uomini di fede che per anni offrono le proprie spalle a questo rituale. Dopo il passaggio per le vie della città, la statua della Vergine giunge sul porto per essere imbarcata e iniziare la processione via mare. Questo è il momento più bello e suggestivo di questa tradizione perché è un vero spettacolo ammirare il peschereccio che ospita la statua, tutto illuminato, che fa da capofila a una processione di gozzi e barchette, anch’esse illuminate e addobbate a festa. La processione via mare attraversa tutto il Golfo di Agropoli, toccando alcuni dei luoghi iconici: lo scoglio di San Francesco, la baia di Trentova, e poi ancora la grotta dell’elefante, la spiaggetta della Licina, il lungomare San Marco e poi il ritorno al porto, che è sempre emozionante perché migliaia di persone attendono il ritorno della Madonnina sul molo grande.
Il rientro verso la chiesa, ormai a sera inoltrata, è sempre stato un mix di sacro e pagano: da un lato gli uomini della Chiesa, i fedeli e le figure istituzionali, e dall’altro la banda, gli sbandieratori, le bancarelle, i palloncini. Il corteo attraversa via Mazzini e torna verso il borgo antico salendo gli iconici “scaloni” della città. Il suo passaggio sembra fermare l’orologio e attrae tutta l’attenzione della folla, che nell’intimità del proprio cuore ne invoca protezione. Sono momenti molto intensi perché l’aria sembra pregna di tutta la fiducia, la speranza e il senso di condivisione che ogni anno si rinnovano. Poi ci sono le bellissime luminarie, i locali, l’atmosfera estiva e spensierata che concorrono a fare di questo giorno un giorno speciale. Anche i turisti, ormai numerosi, restano affascinati da questi momenti folkloristici che con il tempo sono diventati la più rappresentativa cartolina di Agropoli e un importante richiamo anche per il turismo. Qualche anno fa il cantante Cesare Cremonini, che stava trascorrendo le vacanze in barca nel Cilento, condivise sui social la meraviglia per aver assistito alla festa della Madonna di Costantinopoli; poco tempo dopo, anche la trasmissione RAI “Lo spaesato” raccontò la tradizione agropolese. La festa della Madonna di Costantinopoli di Agropoli si chiude con uno spettacolare show pirotecnico che ogni anni regala emozioni.
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