La riapertura dei ristoranti stellati: La Capanna di Eraclio

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L’ esperienza alla Capanna di Eraclio è simile a quella di una visita ad una famiglia fuori dal tempo. Per giungere al ristorante si lascia il centro di Codigoro (Fe), borgo marittimo del Delta del Po, e ci si avvia in verso l’ entroterra attraversando le campagne ferraresi, caratterizzate da nugoli di torrenti che irrigano un territorio votato alla coltivazione di riso. La capanna in realtà è una casa di famiglia, quella di Eraclio e Vanda Soncini, marito e moglie che più di 50 anni fa decisero di realizzare qui la trattoria, che negli anni è diventata un ristorante di riferimento fra gli appassionati di cucina della tradizione e delle tipicità, a cui è stata riconosciuta anche una Stella dalla prestigiosa Guida Michelin.

Capanna di Eraclio

Oggi la “capanna“ è gestita da un felice matriarcato: Vanda, oggi novantunenne ma ancora operativa, la figlia Maria Grazia Soncini e Elettra, figlia di Maria Grazia che è cresciuta fra gesti rituali che mostra già la stoffa e la maturità per affiancare efficacemente la famiglia; in sala, l’ accoglienza è affidata a Pier Luigi Soncini, esperto di vini ma anche di prodotti del territorio, affiancato dal fido Maurizio, da anni parte integrante di questa grande famiglia.  Gli ambienti sono quelli originari di una casa di campagna, ampi, arredati con i mobili d’ epoca, mentre l’ esterno gode di un ampio spazio allestito con un pergolato: tutto, alla Capanna di Eraclio ha il sapore dell’ autenticità. E la carta non poteva che rispecchiare le tradizioni di questi luoghi, che si muovono fra il mare, con le particolarità ittiche del Delta quali anguilla, moleche, grancevole e giotoli e poi la cacciagione, fra cui la Pernice e il Germano.

Capanna di Eraclio; canestrelli bianchi
Canestrelli bianchi

I pasti alla Capanna si Eraclio si aprono sempre con pillole di territorio come i canestrelli bianchi, piccoli molluschi, “fratellini” delle capesante, ideali da mangiare a crudo, o un classico intramontabile come polpo e patate; poi, inizia un’ immersione metaforica nelle acque lagunari. “Sapori di una passeggiata nel Delta del Po” è un tris di pesci adagiati su una morbida polenta bianca: le schille, piccoli gamberetti rossi; la bosega, tipica dei fondali fangosi del Delta; le moeche, i grandi granchi dal guscio morbido. Gli spaghetti “Carla Latini” sono tinti dal nero dei giotoli, piccolissime seppie lagunari, ma si potrebbe optare per un risotto con anguilal e pesci bianchi oppure un bel piatto di maltagliati con vongole veraci e verza. Si può proseguire con l’ anguilla arrosto in umido, il “baccalà di Vanda”, il Germano in tegame o la Pernice ripiena di fegato grasso. Fra i dolci, di questi tempi si può prendere un bel gelato fatto in casa. La Capanna di Eraclio è stato fra i primi ristoranti stellati a riaprire le porte dopo il Lockdown, un segnale importante per la ripresa economica del settore della ristorazione, fra i più colpiti in questo delicato momento; per questo, abbiamo chiesto a Maria Grazia Soncini di raccontarci questo nuovo inizio, senza tralasciare le sensazioni vissute durante questa pausa forzata.

Sapori di una passeggiata nel Delta del Po; la capanan di Eraclio, Maria Grazia Soncini; schille; bosega; moeche
Sapori di una passeggiata nel Delta del Po

Come hai trascorso questa quarantena?

“Sono stata nella mia casa di Ferrara con la mia famiglia e mia mamma di 91 anni; con il giardino è stato un po’ più semplice stare in casa. Mio figlio Gregorio, che studia a Londra, è riuscito a rientrare ma ha trascorso la quarantena nella casa sopra al ristorante a Codigoro perché con una persona anziana in casa era giusto così. Il primo mese lo abbiamo trascorso serenamente, era quasi una vacanza; il secondo mese è stata un’ accettazione e sono iniziate le preoccupazioni per la propria vita e per il lavoro. La cosa bella è stata la grande affettuosità fra i colleghi, soprattutto quelli di Bologna a cui sono molto legata, con cui ci siamo sentiti per condividere paure e pareri. Tra i colleghi vedo entusiasmo e questo fa bene”.

La Capanan di Eraclio; Maria Grazia Soncini
Interno

Come vi siete organizzati per la ripartenza?

“In questo periodo le persone preferiscono mangiare fuori, sotto il pergolato di vite, al fresco, dove c’ è una capienza di 24-30 persone. I tavoli sono distanziati e mio fratello Pier Luigi e Maurizio servono con guanti e mascherine e anche noi in cucina le utilizziamo. Abbiamo posizionato quattro punti di sanificazione, di cui due in bagno, in modo che sia in entrata che in uscita i clienti possano sanificarsi”.

Come sono satti questi primi giorni di riapertura?

“Nel primo week end abbiamo avuto subito tante prenotazioni, come se fosse stata domenica. Il cervello ha completamente annullato questi due mesi ed è stato come se non fosse accaduto nulla: ritrovare il lavoro è come aver ritrovato un amico ed è stato bellissimo anche ritrovarsi con i clienti già conosciuti che non vedevano l’ ora di andare a mangiare fuori e venire a trovarci. In questi primi giorni i clienti sono stati tranquilli e ordinati perché ognuno sa come comportarsi”.

Si è parlato di restringimenti al menù mentre Voi non avete cambiato nulla..

“Il menù è sempre uguale. Non abbiamo tolto nulla perché lavoriamo col prodotto fresco e tradizionale, non abbiamo ritenuto di fare cambiamenti”.

La Capanna di Eraclio; Maria Grazia Soncini
Gelato fatto in casa

Cosa ci siamo persi in questo periodo, secondo te?

“Abbiamo perso una parte di lavoro e ora ci tocca rimettere i conti in pari. Ho pensato soprattutto ai giovani: gli è stato precluso uno spazio della vita. Io vedo mio figlio e capisco quanto sia importante per loro la socialità e quanto sia duro scontrarsi con la realtà. Sull’ aspetto lavorativo, credo che ci sarà una ferita all’ economia, ma la ferita più grande è alla dignità; per adesso c’ è entusiasmo, c’ è l’ estate ma bisognerà vedere in autunno come andranno le cose”.

La Capanna di Eraclio

Via Per le Venezie 21,

44021 Codigoro (FE)

 Tel. 0533712154

Testo e foto: Manuela Di Luccio

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