Alla Caesar Salad sono particolarmente affezionata perché è stato il cibo che ha acceso la mia curiosità sulla cucina. Era il 2011. Cucinare, che era sempre stata una passione, era diventata la mia valvola di sfogo da un paio di anni: avevo aperto il mio primo blog, compravo riviste, cercavo i primi ingredienti “strani” che ancora non erano diffusi nelle nostre dispense e facevo esperimenti. Quell’anno feci una crociera nel Mediterraneo e a bordo erano servite tante specialità internazionali, tra cui proprio la Caesar Salad che mi conquistò subito. Durante quel viaggio scoprii anche tanti altri piatti internazionali, come la Moussakà greca e la prima vera cheesecake americana: tutti sapori nuovi che mi incuriosivano ma fu “l’insalata di Cesare” che mi ispirò più di tutto il resto. Perché proprio la Caesar Salad? Perché mi appassionò innanzitutto la sua storia.
Caesar Salad: una storia italiana nata in America
Cesare Cardini era un cuoco italiano proveniente dal Lago Maggiore che insieme ai fratelli era migrato prima negli Stati Uniti e poi in Messico, per sfuggire al Proibizionismo. Proprio sul confine tra USA e Messico, a Tijuana, Cardini aprì uno dei suoi ristoranti, il Caesar’s, dove giungevano tutti gli americani in fuga dalle leggi restrittive del territorio americano. Fu in questo periodo -1924- che Cardini propose la classica idea di insalata italiana arricchita da una crema saporita nello stile che tanto piace agli americani. La cremina era un uovo emulsionato con olio evo, salsa Worcestershire, succo di limone. La ricetta fu un successo, tanto che successivamente,1935, dopo la fine del proibizionismo, Cesare Cardini tornò negli Stati Uniti e mise in commercio il condimento che aveva inventato con il nome di “Caesar’s”. Negli anni ’40 la ricetta della Caesar Salad era già molto diffusa: lattuga romana, crostini di pane, scaglie di Parmigiano e salsa Caesar. Poi la leggenda prende il sopravvento e tante sono le versioni che vogliono raccontare l’internazionalizzazione della Ceasar Salad: che siano stati i divi americani o Wallis Simpson poco importa perché alla fine sarà difficile spiegare con esattezza come abbia fatto un’insalata a diventare un piatto internazionale. Negli anni ’70 la ricetta della Caesar Salad si perfezionò come la conosciamo oggi, con l’aggiunta di straccetti di pollo grigliato. Probabilmente questa versione si assimilò rapidamente alla cultura del brunch e da lì il viaggio intorno al mondo è stato facile. Io, intanto, dall’estate del 2011 non ho smesso di cercare la Caesar Salad ma non l’ho mai trovata così buona come quella provata allora, probabilmente perché quel sapore è legato a un momento irreplicabile di spensieratezza. La soluzione è stata prepararmela a casa, con la cura e l’attenzione di uno dei tanti anonimi cuochi delle navi da crociera che ogni giorno accontentano i gusti di circa 5mila vacanzieri pretenziosi.
Caesar Salad: la mia ricetta
Scelgo un’insalata iceberg, più croccante, ma va benissimo anche la lattuga romana, aggiungo i crostini di pane. Al posto del Parmigiano io preferisco la raspadura lodigiana, un formaggio a scaglia lunga che si ottiene dalla lavorazione del formaggio Lodigiano che è privo di lattosio. Io uso la raspadura di Raimondi che trovo molto versatile e facilmente reperibile nei supermercati.
Per rimanere fedeli alla ricetta si possono utilizzare le scaglie di Parmigiano che si trovano al supermercato (banco frigo). Griglio il petto di pollo, poi lo taglio a striscioline e lo aggiungo all’insalata. Un’altra opzione è quella di passare il petto di pollo in una panatura aromatica con pangrattato, rosmarino e buccia di limone e poi grigliarlo con un filo d’olio. Aggiusto di sale. La salsa Caesar non è difficile da preparare: io uso un barattolino di vetro in cui inserisco un uovo, l’olio, il succo di limone e qualche goccia di salsa Worcestershire: poi avvito il tappo, sbatto per alcuni secondi e verso l’emulsione direttamente sull’insalata. Per ogni porzione in più aggiungete un uovo. Poi gustatevi la Caesar Salad e regalatevi una crociera nel Mediterraneo 😉
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