Bologna. Serra Sole, la trattoria in campagna di Max Poggi

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La novità dell’estate bolognese 2025 è sicuramente Serra Sole, la trattoria di Max Poggi nella frazione di Trebbo Di Reno (Bo), a 15 minuti di macchina dal centro di Bologna.
La revisione degli spazi esterni e un sapiente garden design hanno trasformato il Massimiliano Poggi Cucina in Serra Sole.
Non si tratta solo di un cambio di percorso ma di una sintesi matura di tutta l’esperienza di Max Poggi, in cui convergono professionalità e umanità, voglia di fare piatti nuovi ma anche di convivialità, di rivedere gli amici che tornano e abbracciarne di nuovi, di chiacchierate sotto le stelle accompagnate da piatti dal sapore pieno e il servizio giovane.
E anche tanta voglia di tornare a fare il patron e godersi la macchina messa a punto in quasi 40 anni di lavoro.


Con Max Poggi si parla di passione, di creatività, di progetti (tanti) ma soprattutto di concretezza e stabilità.
Perché il lavoro, anche quello creativo, deve essere sempre accompagnato da una quotidianità operativa e quella di Max è sempre stata scandita da abitudini rodate attorno all’attività di famiglia, che negli anni è cresciuta anche cavalcando momenti delicati come quelli del Covid.
All’ apertura dell’ormai storico ristorante “Al Cambio” con gli anni si sono aggiunti la trattoria Vicolo Colombina, la collaborazione con Battirame11 e il Circolo Bononia, la recente apertura di Zarden e infine il rinnovo del locale di Trebbo di Reno.

Serra Sole: una trattoria contemporanea che omaggia la tradizione italiana

Serra Sole è un locale totalmente nuovo che a livello concettuale si spiega in una parola: leggerezza.
L’eleganza e la formalità del vecchio Massimiliano Poggi Cucina, perfettamente in linea con il tono della ristorazione di quegli anni, si sono trasformati in un uno stile più easy che coccola e fa stare bene.
Il grande spazio esterno è diventato un bellissimo giardino e l’ex dehor, valorizzato con vetrate e sospensioni è diventato la “serra”, un luogo da poter vivere tutto l’anno; per l’autunno riaprirà anche lo spazio interno.


I piatti, inutile aggiungerlo, sono buonissimi e riflettono una mano che non smette di trovare entusiasmo nella cucina: questa volta uscendo dalla “bolognesità in purezza” e recuperando ricette regionali o classici italiani.
I due menù-degustazione, uno di pesce e uno di carne (50-55€), prevedono un antipasto presentato come un cestino da pic nic con tanti barattolini da spiluccare come, nel caso del pesce, alici in carpione, rapa rossa, giardiniera da accompagnare a fette di piadina o, nel caso di menù di carne, crescentine con salumi misti, squacquerone, caciottina di Castel San Pietro.


Nel prezzo sono inclusi una bevanda a scelta tra: un calice di vino, una birra artigianale, un cocktail preparato dai ragazzi di Ruggine oppure una bibita Galvanina. Inoltre sono compresi acqua microfiltrata, caffè e coperto. Una formula equilibrata che a poche settimane dalla ri-apertura ha già conquistato i bolognesi.
Il primo di pesce è un nido di Chitarrine all’uovo con cozze e stridoli cremose e saporite, mentre il secondo è il Tonno alla mugnaia e zucchine marinate.


Nel menù di carne, invece, c’è il Bugiardino parmigiano, piselli al profumo di brace e basilico. Per chi non lo sapesse, i “bugiardini” sono i tortellini senza ripieno, detti anche “finti tortellini” utilizzati soprattutto nelle ricette estive, in quanto più leggeri di quelli tradizionali.
Il dolce, in entrambi i casi, è un fresco e cremoso gelato allo yogurt con le more.
Ci sono anche dei piatti alla carta, tra cui la Parmigiana di melanzane (18€), i Tortellini in crema di Parmigiano 24 mesi (22€) e uno strepitoso profiterol (8€).


Così come è stato per Zarden, anche a Serra Sole Max Poggi ha puntato su un gruppo di lavoro giovane e affiatato, fra cui spicca anche il ritorno del talentuoso Marco Franchini, già in passato nel team dello chef.
“Quando ho iniziato io, oltre all’alberghiero qui a Bologna non c’erano ristoranti che facessero scuola; ho aperto il mio ristorante e ho fatto esperienza. Coinvolgere i giovani è il modo per far crescere il settore e diffondere professionalità. La condivisione e il confronto sono indispensabili” – ci dice Max alla fine di ultima serata impegnativa.
La “scuola bolognese” alla fine sono diventati proprio i suoi ristoranti, Cambio in primis, dove sono passati a formarsi decine di cuochi che oggi lavorano con successo. E adesso, dopo una settimana di ferie dall’11 al 17 agosto, ancora tante serate settembrine per godere di cene sotto le stelle, in attesa del menù autunnale.

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