Dal 22 al 24 febbraio 2026 tornano, in contemporanea, due grandi eventi a Bolognafiere: SANA Food e Slow Wine Fair.
SANA Food: gli Stati Generali del biologico e i nuovi trend dell’healty food
SANA è stata una fiera pioneristica nell’ambito del consumo consapevole di cibo sano e biologico e oggi rappresenta l’appuntamento più autorevole per fare il punto sul presente e sul futuro del biologico.
Vari saranno i momenti istituzionali perché l’edizione 2026 ha ottenuto il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, a conferma del ruolo strategico di SANA Food nella promozione del settore agroalimentare italiano di qualità. Il confronto istituzionale si svolgerà il 23 febbraio presso la Sala Opera – Pad. 18 (Ammezzato) e si svolgerà in 2 sessioni:
- dalle ore 10.30 alle ore 13
Sessione 1 | MERCATO ITALIANO DEL BIO E POLITICHE DEL SETTORE
- dalle ore 14.30 alle 16.30
Sessione 2 | QUANDO BIOLOGICO E CIBO LOCALE DIVENTANO VALORE PER LA RISTORAZIONE
Oltre ai dibattiti, a SANA Food saranno presenti referenze biologiche, biodinamiche, veg e certificate DOP, IGP, STG e funzionali, oltre a produzioni agricole solidali e sostenibili, nate da percorsi di reinserimento sociale o da terreni confiscati alla criminalità.
Tante le aziende presenti per arricchire le proposte legate a un’alimentazione sostenibile, etica e consapevole: l’Area espositiva Social Food porta in fiera il meglio dell’agroalimentare nato da progetti di sviluppo sociale e rigenerazione economica: produzioni realizzate in carceri, istituti minorili, cooperative agricole solidali e terre liberate dalle mafie, dove il lavoro diventa strumento di riscatto e crescita per persone e territori.
L’elenco completo dei cooking Show è consultabile a questo link.
Slow Wine Fair
Organizzata da BolognaFiere con la direzione artistica di Slow Food, la quinta edizione di Slow Wine Fair apre un nuovo fronte di riflessione e confronto: quello del vino giusto, approfondendo la dimensione sociale della filiera vitivinicola.
Partecipare a Slow Wine Fair 2026 vuol dire avere l’occasione di incontrare tanti produttori con la voglia di far conoscere i propri vini attraverso il racconto di paesaggi e territori e delle scelte, in vigna e in cantina, che rendono i vini unici e identitari, non solo per il profilo aromatico, ma anche per l’impatto ambientale e sociale che portano con sé.
Un evento colloquiante e non solo degustativo, in linea con la filosofia di Slow Food che porta con sé il messaggio chiaro: Buono, Pulito, Giusto.
I visitatori troveranno oltre 1100 espositori provenienti da tutta Italia e da 28 Paesi e scoprire le oltre 7000 etichette presenti (qui la Wine List in continuo aggiornamento)
Tra le novità di Slow Wine Fair 2026 c’è l’area Banca del Vino – Annate Storiche, uno spazio pensato come luogo d’incontro e riflessione sul tempo, inteso come valore di conservazione ed evoluzione di sapori. Durante la fiera, i visitatori potranno confrontare le annate correnti con le vecchie annate, vivendo un’esperienza unica sul potenziale evolutivo dei vini.
Le Masterclass
Il programma prende il via domenica 22 febbraio, la giornata aperta a professionisti e appassionati, con Vignerons & Terroirs de Lantignié: l’unione fa la forza, un racconto corale che porta nel cuore del Beaujolais, piccolo comune a nord di Lione, per mostrare come collaborazione, scambio di competenze e rispetto della biodiversità possano tradursi in vini identitari. A seguire, Alto Adige: miracolo di cooperazione approfondisce uno dei modelli cooperativi più virtuosi d’Europa, dove la qualità delle etichette si intreccia alla tutela dei conferitori e a una forte identità territoriale.
Nel pomeriggio, Vini d’altura: la qualità cresce in altezza! sposta lo sguardo verso le montagne italiane, dall’arco alpino all’Etna, per esplorare come quota, clima e suoli stiano ridisegnando il futuro dell’enologia nazionale. Con Biodinamica, vino, tempo l’attenzione si concentra sull’evoluzione del vino e sulla sua capacità di raccontare luogo e annata attraverso il dialogo tra vigneto, cantina e scorrere degli anni. La giornata si conclude con Paese che vai, vite che trovi, un viaggio tra le forme di allevamento storiche della vite come espressione del paesaggio agricolo italiano, e con Elisir di sidro, che apre lo sguardo oltre il vino per riscoprire il sidro artigianale come simbolo di convivialità, biodiversità e pratiche sostenibili.
Lunedì 23 febbraio è dedicato alle grandi denominazioni e ai vitigni capaci di interpretare la contemporaneità. “Castelli di Jesi-Verdicchio Riserva”, emblema di un territorio racconta la DOCG marchigiana come sintesi di eleganza, complessità e longevità, mentre “L’Alta Langa DOCG oltre il calice: storie di donne e uomini” mette al centro il valore del tempo, del lavoro e della responsabilità sociale. Con “Chianti Classico, il vino più bello del mondo!”vsi esplora la straordinaria diversità del distretto chiantigiano attraverso le sue Unità Geografiche Aggiuntive, seguita da “Il Pinot Nero del mondo, un viaggio internazionale” che mostra come uno dei vitigni più celebrati sappia esprimere carattere e finezza in contesti molto diversi. La giornata si chiude con “Cerasuolo di Vittoria, il rosso più contemporaneo che c’è”, esempio di come una denominazione del Sud possa coniugare freschezza, identità territoriale e spirito moderno.
Il percorso si conclude martedì 24 febbraio con “Cerasuolo d’Abruzzo: un racconto senza tempo”, una masterclass che unisce tradizione e versatilità, dimostrando come questo vino sappia sorprendere per immediatezza, profondità e capacità di evoluzione, chiudendo il ciclo delle degustazioni con uno sguardo che ancora una volta mette al centro il tempo e il territorio.
Il programma completo di Slow Wine Fair è consultabile a questa pagina.
La kermesse ospiterà anche la Fiera dell’Amaro d’Italia con be 47 banchi di produttori pronti a far conoscere una delle “arti in vetro” con una lunga tradizione in Italia.