Per molti anni Arezzo è stata la Cenerentola della Toscana, quasi sempre in coda rispetto alle altre mete della Regione. Da 10 anni la città si è legata alle festività natalizie diventando “Città del Natale” e riscoprendo un potenziale attrattivo che spazia dalla storia, all’architettura all’arte e finendo, immancabilmente, con l’enogastronomia. Inoltre, Arezzo è perfetta per una gita fuori porta di un giorno, oppure come tappa per un giro turistico fra la Toscana e l’Umbria, attraversando alcuni dei borghi italiani più belli, che sono tutti vicini. Arezzo mi è piaciuta molto anche perché ho ritrovato quell’atmosfera pacifica e silenziosa che oggi è sempre più rara, soprattutto nelle località con attrattive turistiche.
L’affascinante storia di una delle città più antiche d’Italia
La storia di Arezzo è affascinante perchè ha origine molto antiche, pre-etrurie, ed è stata abitata dalle più importanti civiltà che hanno fatto la storia d’Italia: in primis gli Etruschi, poi i Romani, nel Medioevo giunsero i Longobardi e nel Rinascimento entrò a far parte dello Stato Toscano. Per la sua posizione geografica, nel centro dell’Italia, ha avuto sempre un ruolo politico rilevante. Ogni passaggio ha lasciato tracce importanti nella cultura e nell’arte aretina: i Romani edificarono un anfiteatro; i Longobardi costruirono le pievi e il Rinascimento fiorentino portò anche ad Arezzo un tocco artistico indelebile grazie al passaggio di pittori come Piero della Francesca. Inoltre, la città ha dato i natali a nomi illustri tra cui Francesco Petrarca, Giorgio Vasari, Gaio Cilnio Mecenate, Pietro Aretino, Vittorio Fossombroni.
Visitare Arezzo: un itinerario facile di un giorno
Dalla stazione il percorso è molto semplice: imboccando Corso Italia l’itinerario si snoda naturale toccando tutti i luoghi più importanti della città. La prima tappa è la Pieve di Santa Maria, sicuramente la più bella fra le chiese di Arezzo con il suo campanile caratterizzante la skyline della città. La chiesa custodisce la tomba di Giorgio Vasari. L’abside monumentale affaccia su Piazza Grande, creando un meraviglioso spettacolo insieme agli altri edifici.
Pieve di Santa Maria in Piazza Grande
Proprio Piazza Grande è la seconda tappa del nostro tour, il cuore della città. La piazza è particolare in quanto ha una pendenza di 10 metri e la forma a trapezio ma sono gli edifici che la circondano a renderla una vera scenografia: dall’abside della Pieve di Santa Maria lo sguardo si posa su Palazzo della Fraternita dei Laici e sui portici monumentali delle Logge del Vasari, e poi ancora su Palazzo Lappoli, edificio particolare perché ingloba anche un’antica torre del 1200; infine il cerchio si chiude con la Torre Cofani. Piazza Grande è davvero una delle piazze più belle d’Italia, tanto che è stata set di film importanti come “La vita è bella” e vi si trovano ancora le ultime botteghe di artigiani tra antiquariato e lavorazioni di terrecotte. Dalla piazza si torna su Corso Italia e si continua con un altro pezzetto di salita per giungere sul punto più alto di Arezzo, il Colle di San Donato, dove sorge la Fortezza Medicea con i suoi bastioni che offrono una passeggiata panoramica.
Davanti alla Fortezza c’è il Parco cittadino, detto il Prato, praticamente un altopiano sulla collina, da cui ammirare una vista a 360° su Arezzo e le valli che la circondano e immergersi in un panorama che sembra dipinto. A pochi passi dal parco c’è il Duomo dei Santi Pietro e Donato, costruito tra il 1300 e il 1500. All’interno sono almeno tre le opere da visitare: lo spettacolare ciclo di sette vetrate gotiche di Guillaume Marcillat,l’affresco della Maddalena di Piero della Francesca e il tabernacolo della Madonna del Conforto.
Duomo
Proseguendo, a circa 100 metri c’è la Basilica di San Domenico che ospita il Crocifisso di Santa Croce, una scultura in legno dipinta da Cimabue nel XIII secolo: una delle icone della storia dell’arte italiana. La chiesa appare scarna ma in realtà le pareti conservano pitture del 1200/1300.
Crocefisso di Cimabue
Mangiare ad Arezzo
La proposta enogastronomica di Arezzo assorbe tutte le specialità della Toscana: pici senesi, fegatini, ragù di cortile, carni alla brace. Di strettamente aretino troviamo la “Scottiglia“, un piatto di carne di origine medievale in cui carni miste vengono rosolate e soffritte con il peperone. Gli amanti del formaggio troveranno un’ampia scelta di pecorini toscani, tra cui l’Abbucciato, un pecorino aretino dal sapore particolarmente pungente , consumato con mele e vin santo. Per una giornata ad Arezzo l’idea di sedermi 2-3 ore al ristorante togliendo tempo al giro turistico mi ha fatto scegliere una soluzione più esay: ho trovato una bottega carinissima in via di Seteria, una stradina che collega Corso Italia a Piazza Grande. Si chiama la “La Chiantineria” e vi ho trovato una selezione di eccellenze norcine e casearie con cui farcire la tradizionale schiacciata toscana; inoltre, vendono anche vari prodotti tipici toscani di buona qualità. A pochi passi c’è lo storico bar-pasticceria Stefano, in attività dal 1857,dove ho trovato un ottimo caffè e il dolce di Arezzo, il Gattò all’aretina, a base di pan di Spagna bagnato con l’alchermes, farcito con la crema al cioccolato e poi arrotolato.
La Chiantineria
Arezzo Città del Natale
Da 10 anni Arezzo è diventata “Città del Natale” con un programma di eventi che si svolge nel centro storico da metà novembre al 6 gennaio. La Fortezza Medicea si trasforma nella Casa di Babbo Natale con oltre 10 mila mq di attrazioni per grandi e bambini: il Planetario, il Villaggio Lemax che è uno dei più grandi villaggi di Natale in miniatura meccanizzati, la grotta delle dediche, il pozzo dei desideri, il truccabimbi. I bastioni diventano area food con le casette in legno che propongono panini, cioccolata e bevande calde.
L’area esterna alla Fortezza, il già citato Parco del Prato, si riempie di luminarie e casette di legno che circondano la spettacolare ruota panoramica. Ma il vero spettacolo, ancora una volta, è Piazza Grande: oltre al villaggio tirolese la piazza è animata da un gioco di immagini proiettate sulle facciate dei palazzi che sembrano una danza suggestiva con le musiche cult di Natale.
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