Bologna. Al mi furner: il cornetto prima dell’alba

Cipolle ripiene di Mortadella Igp
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20 Ottobre 2026

Compie 60 anni il forno che fa compagnia alle notti dei bolognesi

Dici “Al mi furner” e lo pronunci sorridendo perché la memoria ritorna subito a quelle serate trascorse a Bologna che inevitabilmente finiscono sotto il portico di fronte la bella Porta San Felice, al civico 1 di via Saffi, in fila per una brioche o un trancio di pizza.
Questo forno, di proprietà della famiglia Valentini ma conosciuto da tutti come “Al mi furnèr” (Il mio fornaio), a Bologna è un cult: da 60 anni accompagna tante belle serate di bolognesi e fuorisede che amano ancora vivere la città di notte, soprattutto nel week end, fra le strade e i localini del centro.
A Bologna si chiamano “biassanòt” e sono i tiratardi: una volta ce n’erano molti di più quando le osterie chiudevano a tarda notte e fra di loro c’erano anche personaggi popolari come Francesco Guccini.
Oggi è più difficile per vari motivi, ma proprio per questo luoghi come Al mi furnèr rappresentano un faro, una certezza, un non voler arrendersi ai tempi che cambiano e che ci mettono alla prova.
Del resto, Bologna è sempre bellissima di notte e fare un giro sui viali, fra le porte medievali, ville Liberty e nuovi edifici di design ci fa sperare che tutto può convivere armoniosamente.

Al mi furnèr

Al mi furnèr e la famiglia Valentini: 3 generazioni in bottega

Tutto ha inizio con Rolando Valentini che nel 1966, a soli 25 anni, riesce ad acquistare il panificio dove passava sempre da bambino in bicicletta con la gerla piena di pane. Lo compra in contanti grazie ai risparmi accumulati fin da giovanissimo: un milione di lire, una cifra importante per quei tempi.
All’inizio Rolando condivide il progetto con il fratello Nino e le rispettive mogli, Gina e Anna. È una prima esperienza imprenditoriale costruita sul lavoro quotidiano e sulla collaborazione familiare, secondo una tradizione che appartiene alla storia stessa dei panifici bolognesi. Nel 1978 entra in società anche il figlio di Rolando, Nico, dando avvio a quel passaggio generazionale che negli anni diventerà uno degli elementi distintivi dell’impresa. Nel 1986, dopo la liquidazione della quota del fratello Nino, entra in società anche Franca, moglie di Nico.
L’apertura notturna negli anni ’90 è stata l’intuizione che ha fatto di questo panificio un pezzo di storia della città.
Nasceva in quegli anni l’abitudine dello spuntino notturno, dopo l’ultima proiezione al cinema o una spaghettata a casa di amici; erano gli anni in cui a Bologna iniziavano ad arrivare in massa gli studenti per l’ Università e gli Erasmus che portarono nuove abitudini in città
.
Il forno Al mi furnèr diventa il ritrovo, l’indirizzo tramandato da generazioni nei passaparola fra i corridoi dell’ università e che alla fine è diventato un classico, un cult.
La storia continua con l’ingresso della terza generazione. Nel 2006 arriva Simone, figlio di Nico e Franca; sei anni più tardi, nel 2012, è la volta del fratello Leonardo. Il forno diventa così una vera impresa familiare costruita sulla continuità, nella quale competenze, ricette, conoscenze del mestiere e rapporto con la clientela passano di padre in figlio.
Quest’anno il forno compie 60 anni e l’occasione è quella giusta per celebrare una delle poche botteghe storiche ancora in attività: un brindisi a metà mattina con tutte le generazioni del quartiere che arrivano a salutare e brindare, mentre l’Associazione dei panificatori di Bologna ha omaggiato con una targa.

Non solo pane

I prodotti sono vari.
Si va da quelli “diurni” e tradizionali -che ovviamente sono pane in varia specialità, rosticceria e anche dolci come le tipiche raviole dolci bolognesi- a tanti nuovi arrivi per una pausa in piedi fra pizze classiche al taglio ma anche focacce e pinse farcite.
I dolci sono tanti, fra cui una buonissima torta al formaggio (tipo cheesecake) che consiglio vivamente.
Di sera e per tutta la notte lo scenario cambia e la vetrina si riempie di bomboloni alla crema, cornetti, pizze al trancio e maxi rustici di pasta sfoglia.
A tarda serata o alle prime luci dell’alba, la fermata al forno di via Saffi soprattutto in inverno significa trovare un angolo caldo, un raduno di umanità.
E visto che Simone sta per diventare padre, magari ci sarà una quarta generazione a scrivere ancora questa storia.

Forno Valentini – Al mi Furner

via Aurelio Saffi 1, Bologna

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